(Articolo di Phaze101) Linguaggio Macchina   Cos’è il Linguaggio Macchine Quindi, cos’è il Linguaggio Macchina? Che faccia ha? Questo è un semplice listato in Linguaggio Macchina per 6502: A2 01 8E 84 03 A9 02 6D 84 03 8D 85 03 60 Come potete vedere, per un essere umano sembra privo di significato. Per lo meno per la maggior parte, perché sono sicuro che un guru del 6502 sarebbe in grado di tradurlo al volo. Ma questo modo di scrivere In Linguaggio Macchina è un po’ estremo, e non saremo obbligati ad usarlo. E’ quello che il computer alla fine comprende, certo trasformato poi in binario (non in esadecibale), meglio ancora in segnali elettrci +5V o 0V, ma così andiamo troppo verso il profondo dell’hardware. Vediamo invece come rendere le cose più semplici. Partiamo da un po’ di Basic Di seguito un semplice programma basic. Nulla

di speciale, è veramente molto semplice: assegna un valore a X e Y, mette la somma dentro A e la stampa. 10 LET X = 1 20 LET Y = 2 30 A = X + Y 40 PRINT A Cosa succede quando scriviamo un programma così semplice? Quando diciamo al computer di eseguirlo, viene tradotto in Linguaggio Macchina e solo allora eseguito. Ovviamente è un processo lento, perché la traduzione deve avvenire prima che parta l’esecuzione vera e propria. Ho semplificato il processo reale, ma giusto per far capire a tutti, anche chi è proprio alle prime armi, qual è il processo che viene seguito. Questo excursus è utile per comprendere cosa diremo in seguito. Cos’è un Assembler? Un assembler è un programma che aiuta un essere umano a scrivere in assembly. L’assembly usa dei comandi mnemonici (rappresentati da 3 caratteri nel caso del 6502) per rappresentare le istruzione della CPU. Scrivere codice assembly vuol dire usare questi comandi. Ecco un listato in assembly che fa praticamente la stessa cosa del programma basic…

(Articolo di Emanuele Bonin) PartyPlanner_Sorgente (file .asm) Party Planner Sinceramente non ho idea se l’immagine che vedete in testa di questo articolo vi susciti qualche emozione, ma a me ha sempre fatto un effetto misto di sorpresa e ammirazione essendo associata ad un articolo che non ho mai scordato. L’articolo in questione si trovava nel numero di novembre del 1987 di “Le Scienze” (traduzione italiana di Scientific American), l’articolo è stato scritto dal grande A.K.Dewdney, il quale non ha bisogno di presentazioni. Nell’articolo Dewdney ha descritto come creare un programma in grado di simulare le interazioni umane ad una festa. Questa cosa mi ha affascinato sin da quando, “giovine”, imberbe ed aspirante nerd, lo lessi la prima volta e riuscii a riprodurlo in un C64, programmando con l’amato Basic. Col passare del tempo lo riscrissi anche in altri linguaggi e su computer più veloci, se non altro per dare un po' di sprint al party, ora sono tornato all’adorato biscottone color crema (emulato sigh), ma

stavolta utilizzando l’assembly. Let’s party “Recentemente ho dato un ricevimento a cui non ho potuto partecipare di persona.”, così iniziava Dewdney sul suo bellissimo articolo, e fu dopo aver letto quelle parole che decisi di dare anch’io il mio primo ricevimento, ora, con altri mezzi, ho dato un altro ricevimento, ma, al contrario di Dewdney, ho trovato il modo per essere presente in esso. Ho quindi organizzato una festa ed ho invitato tutta la redazione di 8BRPI. Il fine ultimo di “Party Planner” (o PP, così chiamerò il programma) è quello di dare un’idea di come potrebbe svolgersi la festa. Le simpatie e le antipatie tra le persone sono cosa normale e squisitamente umana, e saranno proprio questi sentimenti che guideranno i movimenti della festa, le persone tenderanno ad avvicinarsi tra di loro se si conoscono o provano attrazione, oppure si allontaneranno in casi totalmente opposti o ancora si rincorreranno se sussistesse una sorta di…