Formato Pdf dell'articolo Sorgente assembly “Oggi parleremo delle turmiche, una specie virtu-animale con strane abitudini. Sin dalla loro nascita posso muoversi liberamente e sanno benissimo come farlo ….”. Un documentario della national geographic avrebbe iniziato così la descrizione delle strane creature che voglio presentarvi oggi. Le turmiche furono presentate la prima volta da A.K.Dewdney in “Scientific American” alla fine del 1989 e, all’epoca, battezzò questi animaletti con il nome di turmiti. Le Formiche di Turing Le turmiche, o Formiche di Turing, sono dei particolari essere le cui modalità di movimento sono dettate dalla programmazione loro imposta sin dalla nascita. Questa programmazione nel movimento prevede uno “stato” interno che può cambiare in base alle condizioni dettate dalla loro “programmazione”, la possibilità di scegliere una direzione ed infine un nastro “infinito” che può essere letto e scritto, proprio come in una macchina di Turing. La macchina di Turing è la macchina che Alan Turing ipotizzò come modello di calcolatore programmabile. Questa macchina,

detta brevemente, è formata da una testina di lettura/scrittura (simile a quella dei mangianastri) che agisce su di un nastro (virtualmente infinito) che può muoversi avanti e indietro e sul quale la testina potrà leggere o scrivere alcuni simboli. Ebbene una macchina siffatta ha una potenza computazionale insuperabile, se le viene fornito sufficiente tempo (e la giusta programmazione) può risolvere qualsiasi problema. Per programmare la macchina di Turing sarà sufficiente una tabellina a doppia entrata, nella quale vi saranno tante righe quanti sono gli stati previsti dal programma e tante colonne quanti sono i simboli che si vogliono gestire. In ogni cella della tabellina ci saranno scritte 3 informazioni fondamentali: Quale simbolo scrivere sul nastro In quale stato la macchina si deve portare La direzione in cui si deve spostare la testina rispetto al nastro, destra, sinistra o in alternativa stare ferma. Ogniqualvolta la testina legge un simbolo, la macchina di Turing controllerà nella tabellina la cella corrispondente allo stato…

(Articolo di Emanuele Bonin) PartyPlanner_Sorgente (file .asm) Party Planner Sinceramente non ho idea se l’immagine che vedete in testa di questo articolo vi susciti qualche emozione, ma a me ha sempre fatto un effetto misto di sorpresa e ammirazione essendo associata ad un articolo che non ho mai scordato. L’articolo in questione si trovava nel numero di novembre del 1987 di “Le Scienze” (traduzione italiana di Scientific American), l’articolo è stato scritto dal grande A.K.Dewdney, il quale non ha bisogno di presentazioni. Nell’articolo Dewdney ha descritto come creare un programma in grado di simulare le interazioni umane ad una festa. Questa cosa mi ha affascinato sin da quando, “giovine”, imberbe ed aspirante nerd, lo lessi la prima volta e riuscii a riprodurlo in un C64, programmando con l’amato Basic. Col passare del tempo lo riscrissi anche in altri linguaggi e su computer più veloci, se non altro per dare un po' di sprint al party, ora sono tornato all’adorato biscottone color crema (emulato sigh), ma

stavolta utilizzando l’assembly. Let’s party “Recentemente ho dato un ricevimento a cui non ho potuto partecipare di persona.”, così iniziava Dewdney sul suo bellissimo articolo, e fu dopo aver letto quelle parole che decisi di dare anch’io il mio primo ricevimento, ora, con altri mezzi, ho dato un altro ricevimento, ma, al contrario di Dewdney, ho trovato il modo per essere presente in esso. Ho quindi organizzato una festa ed ho invitato tutta la redazione di 8BRPI. Il fine ultimo di “Party Planner” (o PP, così chiamerò il programma) è quello di dare un’idea di come potrebbe svolgersi la festa. Le simpatie e le antipatie tra le persone sono cosa normale e squisitamente umana, e saranno proprio questi sentimenti che guideranno i movimenti della festa, le persone tenderanno ad avvicinarsi tra di loro se si conoscono o provano attrazione, oppure si allontaneranno in casi totalmente opposti o ancora si rincorreranno se sussistesse una sorta di…